Il charas è probabilmente la forma di hashish più antica ancora prodotta oggi, ma anche quella circondata da maggiore confusione terminologica e informazioni imprecise.
Questo articolo chiarisce cos’è tecnicamente il charas, come si distingue da altre tipologie di hashish, quali criteri usare per valutarne la qualità e come conservarlo correttamente.
Niente folklore sugli effetti, solo informazioni concrete per chi vuole capire cosa sta acquistando.
Cos’è il Charas
Il charas è hashish prodotto attraverso lavorazione manuale a fresco delle infiorescenze di cannabis mentre sono ancora vive sulla pianta.
Il metodo consiste nel strofinare delicatamente le cime fresche non essiccate tra i palmi delle mani, raccogliendo la resina che si accumula sulla pelle e modellandola in palline, bastoncini o dischi compatti.
Caratteristiche tecniche distintive:
- Materiale di partenza: Infiorescenze fresche ancora sulla pianta, non essiccate
- Metodo: Strofinamento manuale ripetuto, nessun setaccio o macchinario
- Temperatura: Ambiente, il calore corporeo contribuisce alla malleabilità
- Forma finale: Palline (golas), bastoncini cilindrici, dischi piatti
- Colore: Esterno scuro (marrone-nero per ossidazione superficiale), interno più chiaro (marrone medio-ambrato)
- Consistenza: Morbida e malleabile al calore delle mani, appiccicosa, plasmabile
- Aroma: Intenso, terroso-speziato, note resinose profonde, persistente
Origine geografica tradizionale:
Il charas è storicamente prodotto in India (regioni himalayane come Himachal Pradesh, Uttarakhand, Kashmir), Nepal (valli di Parvati, Mustang) e Pakistan (zone montane). La produzione avviene tipicamente durante la stagione di fioritura (agosto-ottobre) quando le piante sono al picco di maturazione resinosa.
Processo produttivo artigianale:
Il produttore strofina delicatamente le infiorescenze vive tra i palmi per 2-4 ore al giorno, accumulando strati di resina appiccicosa.
La resina viene periodicamente raschiata dalle mani e agglomerata. Il processo si ripete per giorni o settimane durante il periodo di raccolto.
La quantità di charas prodotta da un singolo operatore è limitata (pochi grammi all’ora), rendendo il metodo estremamente time-intensive.
Charas CBD legale:
Nel contesto del mercato italiano della cannabis light, il charas viene prodotto applicando la tecnica tradizionale a varietà di cannabis certificate con THC ≤ 0,2% conformi alla Legge 242/2016.Il prodotto finale mantiene le caratteristiche organolettiche del charas tradizionale (colore scuro, consistenza morbida, aroma intenso) con concentrazioni CBD variabili tipicamente 15-35% e THC conforme ai limiti legali.

Storia e contesto
Il charas ha radici che risalgono a oltre mille anni nelle regioni himalayane. La tecnica di strofinamento manuale è documentata in testi antichi indiani e nepalesi come metodo tradizionale di raccolta della resina di cannabis.
Contesto culturale storico:
Nelle regioni di produzione originarie, il charas era parte integrante di pratiche culturali locali, cerimonie religiose e tradizioni artigianali. La produzione richiedeva conoscenze trasmesse generazionalmente: timing ottimale di strofinamento (ore del giorno, fase lunare secondo credenze locali), tecniche di manipolazione, conservazione e stagionatura.
Diffusione occidentale:
Il charas è arrivato in Europa e Nord America principalmente negli anni ’60-’70 attraverso viaggiatori che percorrevano il “Hippie Trail” verso India e Nepal.
Il prodotto acquisì reputazione di hashish “puro” e “naturale” per l’assenza di lavorazioni meccaniche o chimiche. Questa narrativa romanticizzata ha contribuito a creare aspettative spesso distanti dalla realtà produttiva e qualitativa.
Produzione moderna:
Oggi la produzione di charas tradizionale nelle regioni d’origine è diminuita per pressioni legali, economiche e concorrenza con metodi più efficienti.
La maggior parte del “charas” commercializzato globalmente è prodotto con tecniche ibride o è semplicemente hashish di altra tipologia etichettato erroneamente.
Il charas CBD legale italiano rappresenta un adattamento della tecnica tradizionale al contesto normativo europeo.

Perché viene confuso con altre tipologie di hashish
La confusione terminologica attorno al charas è diffusa per diversi motivi:
Similarità visive superficiali:
Il charas maturo ha colore scuro simile all’hashish afghano stagionato. Entrambi sono modellabili e plasmabili. Un consumatore non esperto può confonderli basandosi solo sull’aspetto esterno.
Marketing ingannevole:
Molti venditori etichettano qualsiasi hashish scuro morbido come “charas” per giustificare prezzi superiori o creare appeal esotico. Hashish afghano, pakistano o anche dry sift pressato e scurito vengono venduti come charas senza alcuna relazione con il metodo produttivo reale.
Mancanza di tracciabilità:
A differenza del dry hash (setacciatura documentabile) o del bubble hash (processo con attrezzature specifiche verificabili), il charas “puro” è difficile da autenticare. Non esistono certificazioni di metodo produttivo standardizzate. Un produttore può affermare che il suo hashish è charas senza possibilità di verifica oggettiva da parte del consumatore.
Variabilità geografica:
Termini come “Malana Cream”, “Parvati Valley”, “Nepal Temple” si riferiscono a presunte origini geografiche del charas, ma sono spesso solo etichette commerciali senza garanzia di autenticità. Senza analisi di origine controllata (costose e rare), è impossibile verificare se un hashish venduto come “Malana Cream” provenga effettivamente dalla valle di Malana in India.
Differenze con afghano non chiare:
Sia charas sia afghano sono hashish morbidi scuri prodotti manualmente. La differenza chiave (strofinamento su pianta viva vs setacciatura + pressatura di fiori essiccati) non è visibile nel prodotto finale. Molti consumatori usano i termini in modo intercambiabile ignorando le distinzioni produttive.
Indicatore pratico:
Se un venditore italiano offre “charas” a €12-15/g senza specificare metodo produttivo, origine geografica verificabile o fornire documentazione sul processo, è molto probabile che sia hashish di altra tipologia etichettato come charas per marketing.

Differenze: Charas vs altre tipologie
Comprendere le differenze tecniche tra charas e altre forme di hashish aiuta a valutare descrizioni prodotto e prezzi realisticamente.
Charas vs Afghano
Metodo produttivo:
- Charas: Strofinamento manuale infiorescenze fresche vive sulla pianta
- Afghano: Setacciatura a secco (dry sift) di fiori essiccati seguita da pressatura manuale e lunga stagionatura (settimane-mesi)
Materiale di partenza:
- Charas: Piante vive, tricomi freschi con terpeni volatili intatti
- Afghano: Fiori essiccati, tricomi stagionati
Consistenza:
- Charas: Morbido appiccicoso a temperatura ambiente, plasmabile con calore corporeo, può essere leggermente oleoso in superficie
- Afghano: Morbido ma più compatto, richiede pressione per modellarlo, stagionatura lo rende progressivamente più plasmabile
Colore:
- Charas: Esterno nero-marrone scuro (ossidazione superficiale), interno marrone ambrato
- Afghano: Marrone scuro uniforme tendente al nero con stagionatura prolungata, interno leggermente più chiaro
Aroma:
- Charas: Terroso-speziato intenso, note resinose fresche, complessità data da terpeni preservati dal processo a freddo
- Afghano: Terroso profondo, note speziate mature, aroma “invecchiato” caratteristico della stagionatura
Prezzo mercato italiano CBD:
- Charas: €18-30/g (premium per metodo artigianale e rarità)
- Afghano: €15-28/g (variabile secondo qualità e stagionatura)
Quando scegliere charas: Cerchi esperienza con metodo produttivo storico tradizionale, apprezzi aromi complessi freschi, disposto a pagare premium per artigianalità.
Quando scegliere afghano: Preferisci profilo aromatico maturo “invecchiato”, cerchi consistenza più compatta, budget leggermente inferiore, maggiore disponibilità di prodotto certificato.
Charas vs Dry (Dry Sift)
Metodo produttivo:
- Charas: Strofinamento manuale piante vive
- Dry: Setacciatura meccanica a secco con setacci a maglie multiple, nessuna pressatura necessaria
Consistenza:
- Charas: Morbido plasmabile, si modella facilmente
- Dry: Friabile granulare polveroso, non plasmabile (a meno di pressatura secondaria che lo trasforma in altro prodotto)
Colore:
- Charas: Scuro (marrone-nero)
- Dry: Chiaro (beige, dorato, marrone chiaro)
Purezza:
- Charas: Contiene resina ma anche microparticelle vegetali dal contatto manuale
- Dry: Potenzialmente più puro se setacciatura fine, ma dipende da qualità esecuzione (dry economico può avere molto materiale vegetale)
Prezzo mercato italiano CBD:
- Charas: €18-30/g
- Dry: €10-18/g
Differenza visibile immediata:
Il dry è polvere/granuli, il charas è massa compatta modellabile. Impossibile confonderli se osservati direttamente. La confusione nasce quando il dry viene pressato e scurito (attraverso calore/pressione) per imitare charas o afghano.
Charas vs Rosin
Metodo produttivo:
- Charas: Strofinamento manuale a freddo (temperatura ambiente + calore corporeo)
- Rosin: Pressatura a caldo con piastre riscaldate 80-120°C
Consistenza:
- Charas: Morbido plasmabile solido
- Rosin: Oleoso vischioso semi-liquido, richiede contenitori silicone, si attacca a tutto
Aspetto:
- Charas: Opaco scuro
- Rosin: Traslucido ambrato dorato, aspetto “miele” o “sap”
Conservazione:
- Charas: Temperatura ambiente possibile, migliora con stagionatura controllata
- Rosin: Richiede refrigerazione (2-8°C) per evitare degradazione rapida
Concentrazione:
- Charas: CBD 15-35% tipicamente
- Rosin: CBD 40-70% (massima concentrazione tra metodi solventless)
Prezzo mercato italiano CBD:
- Charas: €18-30/g
- Rosin: €25-60/g (flower rosin €25-40/g, hash rosin €40-60/g)
Quando scegliere charas: Preferisci tradizione e storia, consistenza solida manipolabile, conservazione semplice a temperatura ambiente.Quando scegliere rosin: Prioritizzi massima concentrazione e purezza, hai vaporizzatore per concentrati, disposto a gestire refrigerazione.
| Criterio | Charas | Afghano | Dry Sift | Rosin |
|---|---|---|---|---|
| Metodo | Strofinamento manuale pianta viva | Setacciatura + pressatura + stagionatura | Setacciatura setacci | Pressatura caldo |
| Materiale | Infiorescenze fresche | Fiori essiccati | Fiori essiccati | Fiori o hash |
| Consistenza | Morbido plasmabile | Compatto plasmabile | Friabile granulare | Oleoso vischioso |
| Colore | Nero-marrone scuro | Marrone scuro-nero | Beige-marrone chiaro | Ambrato dorato |
| Aroma | Terroso speziato fresco | Terroso maturo invecchiato | Delicato variabile | Intenso pulito |
| CBD % | 15–35% | 18–35% | 12–25% | 40–70% |
| Conservazione | Ambiente, migliora con tempo | Ambiente, migliora con tempo | Ambiente standard | Frigo necessario |
| Shelf life | 12–24 mesi | 12–24 mesi | 6–12 mesi | 4–8 mesi |
| Prezzo €/g | 18–30€ | 15–28€ | 10–18€ | 25–60€ |
| Purezza | Media (contatto manuale) | Media-alta | Variabile (alta se ben fatto) | Massima |
| Tradizione | India/Nepal/Pakistan | Afghanistan | Marocco/Medio Oriente | Moderno occidentale |
| Disponibilità | Bassa (artigianale) | Media | Alta | Crescente |
| Autenticità verificabile | Difficile | Difficile | Facile (texture univoca) | Facile (texture univoca) |
Qualità e trasparenza: come orientarsi online
Il mercato italiano del charas CBD presenta sfide specifiche per la scarsità di prodotto autentico e l’abbondanza di hashish etichettato erroneamente.
La tracciabilità è essenziale per garantire conformità agli standard europei. Associazioni di settore come l[EIHA (European Industrial Hemp Association) promuovono certificazioni e best practices per garantire qualità e sicurezza dei derivati della canapa industriale.
Checklist scheda prodotto
Informazioni essenziali che DEVONO essere presenti:
Metodo produttivo dichiarato esplicitamente: “Charas prodotto tramite strofinamento manuale di infiorescenze fresche” oppure “Hand-rubbed hash da piante vive”. Se la scheda dice solo “charas premium” senza spiegare il metodo, è red flag.
Origine geografica specifica: Meglio se indica regione/paese produzione. “Charas stile himalayano prodotto in Italia da varietà certificate” è trasparente. “Charas autentico” senza specificare origine è vago.
Varietà genetica: Nome strain di partenza (es. “da genetica Kush CBD” o “da Hindu Kush light”). Se non è specificato, come verifichi che sia davvero charas e non afghano rinominato?
Percentuali CBD e THC: CBD % dichiarato per lotto corrente, THC < 0,2% certificato. Charas autentico ben lavorato ha CBD 20-35%. Se dichiara 10-15%, potrebbe essere dry pressato.
Lotto e data: Numero lotto tracciabile, data produzione. Il charas migliora con stagionatura controllata 2-6 mesi ma oltre 18-24 mesi inizia declino. Data produzione ti dice se è fresco o vecchio stock.
Descrizione sensoriale dettagliata: Colore (esterno scuro, interno più chiaro), consistenza (morbido plasmabile), aroma (note specifiche: terroso, speziato, resinoso). Descrizioni generiche “ottimo aroma” non dicono nulla.
Prezzo realistico: Charas artigianale autentico costa €18-30/g per il metodo time-intensive. Se trovi “charas premium” a €12/g, è quasi certamente afghano o dry rinominato. Se costa €40/g, verifica che giustifichi il premium con analisi eccezionali.
Red flag — evita se:
- Scheda dice “charas” ma mostra foto di dry sift friabile
- Nessuna menzione metodo produttivo
- Prezzo troppo basso (<€15/g) o ingiustificatamente alto (>€35/g senza analisi eccezionali)
- Descrizioni marketing (“il migliore charas”, “leggendario”) senza dati tecnici
- Impossibile contattare venditore per domande specifiche

Analisi/COA: cosa cercare
Il certificato di analisi è l’unico documento oggettivo per verificare qualità e sicurezza, anche se non può confermare il metodo produttivo “charas”.
Profilo cannabinoidi:
- CBD: Charas di qualità ha CBD 20-35%. Se analisi mostra CBD 10-15%, potrebbe essere prodotto non ottimale o etichettatura errata
- THC: Deve essere < 0,2% (conforme Legge 242/2016)
- CBG, CBN: Presenza variabile, CBN più alto può indicare stagionatura prolungata (positivo per charas)
- CBDA, THCA: Precursori, loro presenza/assenza dipende da processo e stagionatura
Test contaminanti (essenziali):
- Pesticidi: Sotto limiti EU. Charas da piante fresche strofinato manualmente dovrebbe avere rischio contaminanti inferiore rispetto a metodi che processano grandi quantità
- Metalli pesanti: Piombo, cadmio, arsenico, mercurio sotto soglie sicurezza
- Micotossine: Aflatossine, ocratossine assenti. Charas conservato in condizioni umide rischia muffe
- Microbiologici: E. coli, Salmonella assenti
Certificazione laboratorio:
ISO 17025 o equivalente, laboratorio indipendente accreditato. Diffida di “analisi interne” del produttore.
Data analisi:
Massimo 12 mesi dall’acquisto. Charas stagionato 6-12 mesi può avere analisi datate ma deve comunque essere riferita al lotto specifico che stai comprando.
Riferimento lotto:
Il numero lotto sul certificato DEVE corrispondere al lotto in vendita. Certificati generici “charas 2024” senza lotto specifico non hanno valore dimostrativo.
Cosa l’analisi NON può dirti:
L’analisi non conferma se il metodo era davvero strofinamento manuale vs setacciatura + pressatura. Non distingue charas da afghano basandosi solo sui cannabinoidi. Devi fidarti della trasparenza del venditore sul metodo produttivo.
Conservazione
Il charas ha caratteristiche di conservazione peculiari che lo distinguono da altri hashish.
Migliora con stagionatura controllata:A differenza del dry sift o del rosin che degradano nel tempo, il charas ben conservato migliora nelle prime settimane-mesi dopo produzione. La stagionatura permette maturazione aromatica, il colore esterno si scurisce ulteriormente per ossidazione superficiale (normale e desiderabile), la consistenza diventa più uniforme.

Condizioni ottimali:
Contenitore: Vetro ambrato o ceramica a chiusura ermetica. Il charas rilascia oli che possono macchiare contenitori porosi. Evita plastica (altera aromi) o metallo non inossidabile (rischio ossidazione).
Temperatura: 15-21°C. Il charas tollera temperatura ambiente meglio del rosin ma peggio del dry. Evita calore eccessivo (>25°C degrada terpeni) e freddo estremo (<10°C indurisce troppo la consistenza).
Umidità: 55-65% RH. Il charas è già relativamente umido dalla lavorazione manuale. Troppa umidità (>70%) rischia muffe, troppo secca (<50%) lo indurisce eccessivamente. Boveda 58-62% funziona bene.
Luce: Conserva al buio completo. La resina superficiale del charas è particolarmente sensibile a UV che degradano cannabinoidi e scuriscono il colore in modo non desiderabile (diverso dallo scurimento naturale da stagionatura).
Aria/ossigeno: Minimizza esposizione. Il charas ha superficie ampia esposta all’aria. Ogni apertura del contenitore accelera ossidazione. Se hai quantità grandi (10g+), considera di separare in porzioni più piccole.
Manipolazione:
Quando maneggi il charas, mani pulite asciutte. La consistenza morbida significa che assorbe facilmente odori esterni, oli cutanei, contaminanti. Evita di toccare ripetutamente se non necessario.
Shelf life:
- 0-6 mesi: Maturazione ottimale, aroma si sviluppa, qualità migliora
- 6-12 mesi: Qualità stabile al picco se conservato correttamente
- 12-24 mesi: Ancora buono ma inizia lento declino aromatico
- 24+ mesi: Degrado accelera, aroma si appiattisce, consistenza può diventare eccessivamente secca o al contrario troppo oleosa
Segnali di deterioramento:
- Perdita marcata intensità aromatica (diventa inodore o odore stantio)
- Macchie bianche cotonose (muffa — scarta immediatamente)
- Odore di ammoniaca o fermentato (degradazione batterica)
- Consistenza eccessivamente secca e fragile (opposto della morbidezza tipica)
- Superficie eccessivamente oleosa con separazione fase resinosa (over-aging)
Confronto conservazione con altre tipologie:
Il charas è più delicato del dry sift (secco stabile), simile all’afghano (entrambi migliorano con stagionatura), molto più facile del rosin (che richiede frigo). Se cerchi hashish “set and forget” per conservazione lunga senza preoccupazioni, il dry è più semplice. Il charas richiede attenzione ma premia con maturazione migliorativa.
👉 IL NOSTRO CONSIGLIO: Il mercato italiano del charas CBD è piccolo e presenta rischio significativo di prodotti etichettati erroneamente.
Prima di acquistare “charas”, chiediti: il venditore spiega esplicitamente il metodo produttivo (strofinamento manuale piante fresche)? Fornisce analisi per lotto specifico? Il prezzo è realistico (€18-30/g)?
Se rispondi no a una di queste, stai probabilmente comprando afghano o dry rinominato come charas.
Non c’è niente di sbagliato nell’afghano o nel dry — sono entrambi hashish di qualità — ma meritano di essere venduti onestamente con il loro nome e prezzo appropriato.
Se cerchi davvero esperienza con metodo tradizionale himalayano, accetta che il charas autentico è raro, costoso e difficile da autenticare.
Considera alternative più tracciabili (bubble hash per purezza, afghano per tradizione, dry per rapporto qualità/prezzo) a meno che non trovi venditore eccezionalmente trasparente con documentazione completa. La trasparenza conta più dell’etichetta esotica.
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FAQ
Charas e hashish: qual è la differenza?
Charas è una tipologia specifica di hashish prodotta tramite strofinamento manuale di infiorescenze fresche vive sulla pianta.
“Hashish” è termine generico che include tutte le forme di concentrato resinoso: dry sift (setacciatura), bubble hash (estrazione acqua ghiacciata), rosin (pressatura caldo), afghano (setacciatura + stagionatura), charas (strofinamento manuale). Quindi: ogni charas è hashish, ma non ogni hashish è charas.
La differenza sta nel metodo produttivo: il charas richiede lavorazione manuale diretta su piante vive, mentre altri hashish usano materiale essiccato e/o processi meccanici. Visivamente: charas è morbido scuro plasmabile, mentre dry è friabile chiaro, rosin è oleoso dorato, bubble è sabbioso.
Charas e afghano: differenze principali?
Metodo: charas = strofinamento manuale piante vive fresche.
Afghano = setacciatura a secco fiori essiccati + pressatura + stagionatura lunga.
Materiale: charas usa tricomi freschi, afghano tricomi stagionati.
Aroma: charas ha note terrose speziate fresche complesse, afghano ha profilo maturo “invecchiato” profondo. Consistenza: entrambi morbidi plasmabili ma afghano più compatto richiede pressione per modellare, charas più immediatamente malleabile al calore corporeo.
Colore: simili (scuro) ma afghano tende uniformità, charas ha esterno più scuro dell’interno.
Prezzo: charas €18-30/g, afghano €15-28/g. Disponibilità: afghano più comune mercato italiano, charas più raro per difficoltà autenticare processo artigianale.
Conservazione: entrambi migliorano con stagionatura controllata 6-12 mesi.
Scegli charas per tradizione himalayan e complessità fresca, afghano per profilo maturo e maggiore disponibilità certificata.
Come capire la qualità del charas online prima di acquistare?
Verifica scheda prodotto: metodo produttivo dichiarato esplicitamente (“strofinamento manuale piante fresche”), origine geografica specifica, varietà genetica, percentuali CBD 20-35% (sotto 15% sospetto), THC <0,2%, lotto e data produzione, descrizione sensoriale dettagliata (colore esterno/interno, consistenza, note aromatiche specifiche), prezzo realistico €18-30/g. Richiedi analisi laboratorio completa: cannabinoidi + contaminanti, lab accreditato ISO 17025, riferita a lotto in vendita, data <12 mesi.
Verifica reputazione venditore: recensioni dettagliate verificate menzionano consistenza/aroma, trasparenza su metodo, assistenza reattiva a domande tecniche. Red flag: solo foto stock perfette, descrizioni marketing vaghe, prezzo fuori mercato (<€15 o >€35 senza giustificazione), impossibile ottenere info su metodo produttivo, nessuna analisi disponibile.
Charas autentico è raro mercato italiano: diffida di disponibilità illimitata a prezzi bassi.
Cosa guardare nella scheda prodotto di charas CBD?
Essenziali: metodo produttivo esplicito (“hand-rubbed hash”, “strofinamento manuale”), origine geografica dichiarata, varietà genetica di partenza, CBD% (ottimale 20-35%), THC <0,2% certificato, numero lotto tracciabile, data produzione/raccolto, descrizione colore (esterno scuro, interno più chiaro), descrizione consistenza (morbido plasmabile), profilo aromatico dettagliato (terroso/speziato/resinoso con note specifiche), disponibilità analisi laboratorio, prezzo €18-30/g range realistico.
Bonus: info su stagionatura se presente (charas stagionato 3-6 mesi è positivo), indicazioni conservazione, foto realistiche prodotto (no solo stock images), possibilità contattare venditore per domande. Assenti = red flag: se mancano metodo produttivo, lotto/data, analisi, descrizione tecnica seria, probabilmente non è charas autentico o è prodotto bassa qualità.
Confronta sempre con altre tipologie (dry, afghano, bubble) per verificare coerenza prezzo/caratteristiche dichiarate.
Come si conserva correttamente il charas?
Contenitore vetro ambrato o ceramica ermetico (no plastica che altera aromi, no metallo non inox). Temperatura 15-21°C stabile, evita calore >25°C e freddo <10°C. Umidità 55-65% RH con Boveda 58-62% (€3-5 per 10).
Luogo completamente buio (UV degradano resina superficiale). Minimizza aperture contenitore (ossigeno accelera degradazione).
Manipola con mani pulite asciutte, evita contatto ripetuto inutile.
Il charas MIGLIORA con stagionatura: 0-6 mesi = maturazione aromatica ottimale, 6-12 mesi = qualità picco, 12-24 mesi = ancora buono ma lento declino, oltre 24 mesi = degrado accelerato. Segnali deterioramento: aroma assente/stantio, macchie bianche (muffa — scarta), odore ammoniaca, consistenza eccessivamente secca o troppo oleosa con separazione. Shelf life: 12-24 mesi in condizioni ottimali.
Più delicato del dry, simile afghano, molto più facile del rosin (che richiede frigo). Investi €10-15 in barattolo vetro ambrato qualità + Boveda per proteggere investimento ben maggiore nel prodotto.





